FEDERICA GHIZZONI con

inaugurano

lunedì 5 novembre 2012 ore 19.00





007, NEW BOND STREET


Piero Addis, Dario Arcidiacono, Francesco Bandini, Sara Baxter
Thomas Berra, Massimo Caccia, Cristiano Cascelli, Ana Cabello
Francesco De Molfetta, Enzo Forese, Lorenzo Garattini, Halfred,
Angelo Jelmini, Lorenzo Mariani, Luis Molteni, Mr Degrì, Pao,
Albert Pinya, Sam Punzina, Shanti Ranchetti, Annarita Serra,
Tiziano Soro, Damiano Spelta, Giuseppe Veneziano.


a cura di Rossella Farinotti


a Milano dal 5 al 30 novembre 2012

lunedì-sabato dalle 15.30 alle 19.30



in collaborazione con





Federica Ghizzoni, con la partnership di Heineken, mette in mostra 25 artisti: Piero Addis, Dario Arcidiacono, Francesco Bandini, Sara Baxter, Thomas Berra, Massimo Caccia, Cristiano Cascelli, Ana Cabello, Francesco de Molfetta, Enzo Forese, Lorenzo Garattini, Halfred, Angelo Jelmini, Lorenzo Mariani, Luis Molteni, Mr Degrì, Pao, Albert Pinya, Sam Punzina, Shanti Ranchetti, Annarita Serra, Tiziano Soro, Damiano Spelta e Giuseppe Veneziano.
Ecco che, all’interno dello spazio della galleria, pittura, scultura, collages, installazioni, lavori grafici, disegni e dipinti, convivranno grazie ad artisti, diversi per stile e generazione, che, prendendo spunto dalla figura dell’agente e della sua città, opereranno secondo le loro attitudini, per rappresentare e consacrare un personaggio ormai storicizzato, applicato a tutte le possibilità della comunicazione e del marketing, in una chiave oltretutto diversa, quella dell'evoluzione di periodi e di stili definiti negli anni. Il tema Bond, si sa, è vario e complesso: c'è l'icona umana, di stile e charme; c'è Londra, a cui l'agente 007 è legato; ci sono i gadget, dalle macchine alle pistole, ai radar, alle microspie, via via sempre più sofisticati e fantascientifici con il passare degli anni; ci sono il bicchiere "Martini" e la pistola. Insomma, diverse ispirazioni che i giovani artisti rielaborano. Ecco che Shanti Ranchetti, che crea le complesse donnine dai grandi occhi, illustra occhiali alla Bond come elemento ornamentale; gli spagnoli Albert Pinya e Ana Cabello: lui, che spesso gioca sul cinema con ironia e irriverenza, crea un suo immaginario "alla Bond", mentre lei gioca con un tratto più delicato e sottile; o ancora un dipinto di Giuseppe Veneziano, che rappresenta la regina Elisabeth, legata in chiave grottescamente simpatica al mito-Bond alle recenti Olimpiadi londinesi, con un dito nel naso, un'opera dal tratto efficace e pop, di costante ironia, tipica del maestro siciliano. O ancora una rappresentazione di una pistola fatta a banana, capovolgimento di un dettaglio bondiano a cui viene tolta la sua funzione, diventando ridicolo, firmato da Tiziano Soro. O ancora le ironiche installazioni oggettuali create da Francesco de Molfetta o Enzo Forese, che ricostruisce in miniature situazioni e storie, in questo caso con una donnina “alla bond”. E poi elementi diversi, come le piante di londra ridisegnate da Luis Molteni. La mostra terminerà con una chiusura senza la quale il tema Bond non può esistere, il cinema naturalmente: sequenze selezionate tra i "Bond" che hanno fatto la storia, che possono sopravvivere intatte nonostante ... il tempo.


opere in mostra

catalogo in galleria

testo critico di Rossella Farinotti